
Esistono diversi modi di operare con le criptovalute e, di conseguenza, diverse modalità con cui tali operazioni sono soggette a imposta e diventano imponibili a livello fiscale.
In questo contesto, tralasciamo gli obblighi informativi legati ai modelli 721, 172 e 173, che non generano imposte, e ci concentriamo sulla fiscalità delle criptovalute.
Dichiarazione obbligatoria
Tutte le operazioni effettuate con le criptovalute devono essere incluse nella dichiarazione dei redditi annuale. È fondamentale, però, distinguere i diversi tipi di reddito che possono generare.
Plusvalenze
Le operazioni di vendita o permuta possono generare una plusvalenza, soggetta a un’imposta progressiva che varia dal 19% al 28%, a seconda dell’importo. È utile specificare che le plusvalenze possono essere compensate con eventuali minusvalenze derivanti da operazioni simili.
Rendimenti da capitali mobili
Si tratta dei depositi di criptovalute che offrono un rendimento per il tempo in cui restano depositati (paragonabili agli interessi attivi), noto come staking.
Attività economica
L’attività di mining e il trading per terzi sono considerati vere e proprie attività economiche, per le quali è necessaria l’iscrizione come lavoratore autonomo.
Airdrop
Gli airdrop—la distribuzione gratuita di token e criptovalute—sono considerati una ricompensa e devono essere dichiarati nella categoria “ganancia sin transmisión”. Un aspetto cruciale è la valutazione del valore ricevuto, in quanto potrebbe generare una futura plusvalenza.
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